Tutti i motivi di un pattern. Dalla progettazione alla stampa tessile

Una volta stampati, tessuti semplici possono trasformarsi in superfici magicamente decorate e colorate.

Un pattern può richiamare alla mente epoche e stili, suggestioni dell’inconscio e correnti artistiche, contribuendo non poco alla riuscita di un capo o di un accessorio.

Il disegno di tessuti stampati ha prodotto nel tempo numerosi stili e immagini da quando i primi motivi ripetuti furono applicati per la prima volta su stoffa, e rappresenta oggi un settore creativo di rilievo in continua evoluzione.

Modulo, motivo, pattern: un’introduzione

Il pattern naturale sulle ali di una farfalla

Anzitutto possiamo dire che i pattern si trovano ovunque intorno a noi. Questo termine inglese si riferisce, a seconda del contesto, ad un disegno, modello, schema, o struttura ricorrente.

Usato come sinonimo di texture, il termine pattern indica una trama o una regolarità all’interno di un insieme di oggetti osservati. Basta pensare alle macchie sulle ali di una farfalla, ad un bosco di betulle, ai frattali.

In architettura e nel design, il termine pattern indica la ripetizione geometrica di un motivo grafico su un piano e il disegno ornamentale di una superficie, quale può essere un tessuto, una tappezzeria o una pavimentazione.

La composizione di un pattern è data dal moltiplicare e affiancare tra loro, secondo una griglia più o meno visibile, i cosiddetti moduli, le unità che compongono i motivi all’interno dell’intera composizione.

Semplici o complessi, simmetrici o asimmetrici, tutte le immagini o i motivi identici o simili che vengono ripetuti possono diventare dei pattern. Più la ripetizione è simmetrica, più è facile riconoscere il modulo di base.

In passato, la scelta delle dimensioni del modulo per un motivo era abbastanza limitata: piccole per l’abbigliamento e più grandi nell’arredamento. Oggi questa convenzione non viene più necessariamente seguita.

Nei tessuti per l’arredamento e la moda, il pattern ha  attraversato numerose evoluzioni, liberandosi, attraverso la tecnologia digitale, delle principali costrizioni, riguardanti il rapporto dimensionale e la ripetizione.

Nelle stampe digitali su stoffa infatti, non esistono più i limiti imposti dalle dimensioni del telaio serigrafico, consentendo la stampa del pattern senza ripetizioni, oppure con moduli di grandi dimensioni.

Breve storia delle principali tecniche di stampa tessile

Il metodo più antico per realizzare stampe su tessuto è forse la xilografia, una tecnica risalente a prima del 1000 a.C.

Questa prevede l’utilizzo di uno scalpello a punta fine per intagliare un motivo o un’immagine su un blocco di legno, che viene successivamente inchiostrato e premuto su un taglio di stoffa.

In questo modo si genera la prima impressione; ripetendo la procedura si crea il motivo su tutta l’estensione del tessuto.

A metà del XVII secolo la stampa a cilindri meccanizzata segna la nascita della produzione in massa di tessuti stampati;

I tessuti xilografati rappresentano così, dal volgere del XIX secolo, un mercato di nicchia, a causa del gran dispendio di manodopera che questo tipo di produzione implica.

Una svolta radicale nella stampa tessile avviene con l’invenzione negli anni ’30 della serigrafia in piano, meccanizzata negli anni ’50, per approdare nel 1962 alla serigrafia rotativa, oggetto fino ad oggi di continui perfezionamenti.

Il principio originario alla base della serigrafia è quello dello stencil: su una garza di seta dalla trama molto fitta, tesa attorno a una cornice veniva applicata una lacca, che fungeva da copertura per creare lo stencil.

Dove le aree non erano laccate si formavano così i motivi da stampare. Il telaio veniva collocato sulla stoffa e con uno strumento apposito, la racla, si premeva a mano una pasta colorante attraverso la maglia.

La stoffa veniva lasciata asciugare tra una stampa e l’altra dei vari colori.

La serigrafia rotativa si basa sugli stessi principi del procedimento in piano. Un cilindro in nichel con microperforazioni crea lo stencil ruotando continuamente a contatto con la stoffa.

La pasta colorante viene premuta attraverso lo stencil con l’ausilio di una racla fissa all’interno del cilindro. Si possono usare fino a ventiquattro cilindri per stampare un disegno a più colori.

CMYK: la sigla sta per Cyan, Magenta, Yellow, black

Con la più recente stampa digitale a getto d’inchiostro invece, piccole gocce di inchiostri di diversi colori vengono proiettate sulla stoffa, secondo micro-matrici prestabilite.

Ogni matrice rappresenta un elemento minimo (pixel) del disegno creato (o importato) al computer.

La stampante è controllata da un software noto come driver di stampa. Questo raccoglie i dati del file di grafica contenente il disegno, e li converte in dati in uscita, che vengono elaborati.

L’informazione viene quindi inviata al microprocessore o memoria della stampante per un’ulteriore elaborazione. L’istruzione finale controlla i congegni elettromeccanici e i sistemi di getto delle testine delle stampanti.

Principali categorie di fabric design


Motivi floreali

Pattern Paper flowers - pale pink

Il portfolio dei disegni, a volte definiti “botanici”, è molto esteso e copre l’ampio settore dei fiori e delle piante, dalle classiche rose inglesi alle orchidee tropicali e ai fiori alpini, da palme e piante grasse fino a un tripudio di foglie e frutti di ogni tipo.

Gli stili utilizzati possono essere i più svariati e rispecchiare le più diverse culture visive o le più diverse concezioni estetiche.


Paisley

Un classico dei tessuti stampati. Costantemente reinventato, ha portato a centinaia di interpretazioni differenti.

Il paisley è originario dell’India, dove è molto diffuso storicamente e culturalmente. Esistono varie teorie riguardo a ciò che possa avere ispirato la sua nascita.

Una teoria sostiene si tratti dell’adattamento di una pigna indiana, una seconda invece, che sia ispirato all’albero della vita o al mango.


Disegni illustrativi / figurativi

La toile de Jouy mescola paesaggi e scene figurative, spesso con un fondo narrativo, e ha iniziato ad avere successo dalla metà del XVIII secolo.

Tradizionalmente la toile de Jouy veniva stampata a un solo colore – quasi sempre blu o rosso – su cotone bianco.


Pattern geometrici / astratti

Un esempio di pattern geometrico

Dopo i motivi floreali, circolari e a pois, quello di ispirazione geometrica è il più diffuso pattern stampato su stoffa, largamente usato sia nella moda che nell’interior design.


Pattern novelty

Un esempio di pattern novelty

I pattern novelty accolgono un ampio ventaglio di temi, che di solito includono una creatura o un oggetto e possono rappresentare una scena, un paesaggio o un panorama urbano.

Il motivo può essere sottratto al suo contesto d’origine e riposizionato in un layout formale come una griglia o una serie di strisce, e può includere dipinti di genere, fotografie e modelli architettonici.

I pattern novelty includono anche temi stravaganti, commemorativi e architettonici.


Culture del mondo

Questa espressione descrive ciò che tradizionalmente viene definito design etnico. Essa include i disegni tessili e le arti visive provenienti da altre culture, e la loro rispettiva interpretazione occidentale.

Conclusioni (molto provvisorie)

Tutte le categorie nominate finora vengono continuamente riviste e ampliate dal lavoro creativo dei designer e  quasi certamente porteranno alla nascita e al consolidamento di ulteriori nuovi generi.