Progettare il colore

Il colore è in grado di costruire narrazioni, attualizzare forme e materie, veicolare messaggi valoriali.

In un abito il colore rappresenta un elemento portante: dal punto di vista dello stilista può essere fonte d’ispirazione, oppure al contrario risultare un elemento di completa distrazione.

Progettare combinazioni di colori per il disegno di un tessuto

Abbiamo tutti un colore o degli accostamenti preferiti, ma come fare per realizzare combinazioni armoniche con tre o più colori?

Per il fabric designer il dilemma ha due possibili soluzioni:

  • creare una tavolozza di colori a partire da fonti materiali
  • servirsi dei principi che stanno alla base della Teoria dei Colori per facilitare combinazioni armoniche

Fonti materiali

La cosa più semplice è “scansionare” materiali fisici alla ricerca dei colori per il progetto.

Le fonti materiali da cui prendere spunto per creare una tavolozza di colori possono essere le più svariate:

  • naturali (ad esempio le sfumature di un fiore o la visione di un paesaggio)
  • varie (una fotografia, un quadro, il packaging di un prodotto, un tessuto, campioni di pittura, ecc..)

Per collezionare e conservare pezzettini o annotare combinazioni di colori ci si può servire di un quaderno.

Spesso però i colori ricavati da fonti materiali non sono sufficienti, e una comprensione di base della Teoria dei Colori può aiutare ad espandere o aggiustare la tavolozza di partenza.

Teoria dei Colori

Il cerchio cromatico presenta 12 colori.

Cerchio cromatico base

I colori primari (rosso, blu, giallo) vengono disposti equidistanti l’uno dall’altro.

Gli spazi tra i colori primari vengono occupati dai colori secondari (verde, arancione, viola) e si ottengono dalla mescolanza in uguale misura di due colori primari.

I restanti sei sono colori terziari (giallo-arancione, rosso-arancione, rosso-viola, blu-viola, blu-verde, giallo-verde) esi ottengono dalla mescolanza in uguale misura di un colore primario con un colore secondario.

Per meglio comprendere come realizzare le prime combinazioni armoniche, l’ideale sarebbe utilizzare della vera pittura: acquerelli, acrilici o gouache (un tipo di acquerello opaco).

I 12 colori di partenza sono dunque le tonalità di base.

Possiamo facilmente alterarli aggiungendo bianco, nero o grigio per ottenere rispettivamente: tinte, ombre, toni.

Le tinte sono anche dette pastelli.

Cerchio cromatico: definizioni

Valore è la proprietà che si riferisce all’aggiunta di bianco o di nero alle tonalità di partenza (tonalità più chiara, tonalità più scura).

Saturazione è il termine per fare riferimento all’intensità di una tonalità. Aggiungere bianco, nero o grigio diminuisce infatti la saturazione.

Il termine temperatura fa riferimento ai colori caldi (rossi, arancioni e gialli) e ai colori freddi (verdi, blu e viola).

Il cerchio cromatico completo di tinte, tonalità, toni e ombre.

In realtà esistono diversi tipi di cerchi cromatici, basati su colori primari diversi (ad esempio: ciano, magenta e giallo) oppure basati su un numero di colori maggiore o minore, ma tutti funzionanti secondo regole simili.

Combinazioni cromatiche armoniche

Per accostare i colori in modo armonico si procede scegliendo quelli che si trovano in relazione tra loro sul cerchio cromatico, secondo i seguenti schemi:

  • Monocromatica: tinte, ombre e toni di una singola tonalità.
  • Complementare: due tonalità che stanno una di fronte all’altra sul cerchio cromatico.
  • Vicino al complementare: una tonalità in combinazione con la tonalità vicina al suo complementare.
  • Ripartizione del complementare: una tonalità in combinazione con le tonalità che si trovano ai lati del complementare.
  • Triade: combinazione di tre tonalità che si trovano ugualmente distanti sul cerchio cromatico.
  • Tetrade: combinazione di quattro tonalità che si trovano ugualmente distanti sul cerchio cromatico.
  • Tetrade rettangolare: una combinazione di complementari insieme con le tonalità che si trovano due posti dopo sul cerchio cromatico.
  • Analoghi: tre o più tonalità adiacenti sul cerchio cromatico.
  • Complementare degli analoghi: tre tonalità analoghe insieme al complementare della tonalità centrale.

Queste combinazioni cromatiche andrebbero utilizzate come spunti per cominciare, il punto sta nelle proporzioni utilizzate per miscelare i colori presenti in ciascuno schema.

E’ possibile scegliere un particolare colore da una certa combinazione (un colore principale), da aggiungere poi in piccolissime quantità (un puntino) a ciascuno degli altri colori presenti nello schema.

La combinazione cromatica scelta si può ulteriormente estendere aggiungendo tinte, ombre e toni delle tonalità base e delle mescolanze ottenute.

Approfondimenti

https://worqx.com/color/index.htm

https://www.colourlovers.com/palettes

https://www.colorschemer.com/color-names/

Riciclo creativo, progetto 1: fermacapelli elastico

Riciclo creativo

Prova dopo prova, abbiamo finalmente terminato di confezionare il prototipo finale del nostro modello con il tessuto scelto. E adesso? Cosa facciamo dei ritagli e degli avanzi? Li buttiamo via? Non se vogliamo sopravvivere alle sacre ire dell’Assistente Creativo…

Il rapido tutorial che segue, indicato anche ai principianti del taglia & cuci, è utile anche per riciclare parti di abiti dismessi (basta conservarne pochi scampoli colorati) e per regalarsi o regalare qualcosa di semplice ma utile, orgogliosamente realizzato con le proprie mani.

Riciclo creativo, progetto 1

Cosa serve

  • cartamodello
  • forbici per carta
  • macchina per cucire oppure tagliacuci
  • forbici per tessuto
  • spilli da sartoria
  • scampolo di tessuto, almeno 62 x 12 cm (oppure 2 scampoli, ciascuno della misura di almeno 32 x 12 cm)
  • elastico (altezza 0,7 cm)
  • passanastri

Realizzazione

Cartamodello

  • Disegniamo su di un foglio di carta velina un rettangolo della misura di 31 x 12 cm.

oppure

  • Preleviamo il file PDF (in questo caso le due parti del cartamodello, una volta ritagliate e fatte combaciare sul punto marcato in rosso, andranno unite con del nastro adesivo. Il quadrato in alto invece, serve solo da verifica e una volta stampato deve misurare cm 10  x 10 ).

Piazzamento e taglio

  • Se disponiamo di un pezzo di tessuto unico, lo pieghiamo in due lungo il lato più corto e fissiamo con gli spilli il cartamodello al tessuto.

Quindi tagliamo il tessuto senza lasciare alcun margine. Il risultato sarà un pezzo di tessuto della misura esatta di 62 x 12 cm.

Sul cartamodello, la dicitura Centro intero indica proprio che il tessuto va piegato doppio su quel lato prima di passare al taglio.

  • Se invece abbiamo due scampoli più piccoli, poggiamo il cartamodello su entrambi e lo fissiamo con gli spilli, avendo cura di lasciare  1 cm a sinistra sul lato più corto, per il margine di cucitura. Quindi passiamo al taglio del tessuto. Come risultato otterremo due pezzi di tessuto della misura di 32 x 12 cm.

Confezione

  • Andiamo alla macchina per cucire e, se abbiamo due scampoli da unire, realizziamo subito una cucitura semplice sul lato più corto, lasciando 1 cm di margine.
Riciclo creativo, progetto 1, step 1
  • Pressiamo i margini apertiRiciclo creativo, progetto 1, step 2
  • Pieghiamo il tessuto, diritto su diritto. Realizziamo una cucitura semplice con margine di 1 cm sul lato lungo, tralasciando i 5 cm iniziali e finali. La cucitura sarà più semplice se avremo prima fissato i lati da unire con alcuni spilli. Quindi, una volta realizzata la cucitura, pressiamo il nuovo margine aperto.
Riciclo creativo, progetto 1, step 3
  • Dopo aver tolto gli spilli, voltiamo tutto sul diritto e realizziamo una cucitura semplice diritto su diritto su ciascun lato corto, ogni volta con margine di 1 cm.
  • A questo punto chiudiamo a mano le due aperture da 5 cm lasciate precedentemente, con piccoli punti a U, lasciando solo gli ultimi 2 cm aperti per permettere l’inserimento dell’elastico. (Questa è l’unica rifinitura realizzata a mano di tutto il progetto)
Riciclo creativo, progetto 1, step 5
Riciclo creativo, progetto 1, step 6
  • Spostandola, posizioniamo la cucitura alla distanza di 1 cm da uno dei bordi piegati. Realizziamo quindi una nuova cucitura a macchina all’interno del margine.
Riciclo creativo, progetto 1, step 7
  • Inseriamo l’elastico attraverso l’apertura con il passanastri e, una volta raggiunto il punto iniziale, leghiamo le due estremità nascondendole poi all’interno.
Riciclo creativo, progetto 1, step 8
Riciclo creativo, progetto 1

In alternativa, possiamo anche pensare di utilizzare un tessuto disegnato, tinto, oppure stampato con le nostre mani.

La bellezza dell’imperfezione. Pattern design con le tecniche Shibori

Nella tecnica Shibori spesso si utilizza un cordino per realizzare i pattern tessili

Shibori è un’espressione giapponese per definire la tintura a riserva e le diverse tecniche di decorazione utilizzate per creare motivi su tessuto.

Si tratta di un metodo antico (periodo Edo della storia del Giappone), tuttora utilizzato in diverse culture di tutto il mondo.

I motivi si possono realizzare con vari metodi: legatura, cucitura, piegatura, torcitura o compressione, da eseguire sempre prima di immergere il tessuto nel bagno di tintura.

Si piega il tessuto nel modo desiderato, fissandolo perchè resti piegato, quindi lo si immerge nel bagno di colore abbastanza a lungo perchè anche il colore si fissi.

La parola chiave resta sperimentare: mixando idee, tecniche, tessuti e colori, le possibilità si moltiplicano.

Pieghettatura e colore nelle tecniche Shibori di tintura tessile

Nella creazione di nuovi motivi, può essere una buona idea documentare i passaggi fatti tramite foto e un diario visivo:  in questo modo ricordare il procedimento sarà più semplice.

Ogni piega ha il potere di creare una variante e influisce sul disegno finale, e le zone non tinte, influiscono tanto quanto quelle colorate.

Considerare lo spazio e la collocazione del disegno nel progetto di un capo significa considerarne la simmetria e la dimensionalità.

Tutti questi elementi insieme contribuiscono a rendere una creazione tinta a mano veramente unica.

Scelta del tessuto e della tecnica

La cosa più semplice è iniziare da tessuti leggeri, come il voile di cotone, la seta o la mussolina, tutti utilizzati tradizionalmente in Giappone.

Essendo sottili,  hanno il vantaggio di rendere la penetrazione del colorante più rapida.

D’altra parte, anche se la tintura potrebbe impiegare più tempo a decorare tessuti più spessi e pesanti, questi potrebbero essere più adatti per l’utilizzo desiderato, come ad esempio rivestimenti o tende pesanti.

Anche la dimensione del capo è un fattore determinante nella scelta della tecnica di riserva: tecniche con lavorazioni più impegnative, come la riserva a cucito, potrebbero essere più adatte a capi piccoli o per la realizzazione di disegni piazzati.

Fase di preammollo

Sempre raccomandata prima di passare alla fase di tintura vera e propria, ha la funzione di garantire una colorazione uniforme del colorante.

Poichè il tessuto può restringersi una volta bagnato, è possibile che le riserve applicate si allentino e non siano più efficaci nel preservare queste zone dal colore. Il preammollo riduce questo rischio al minimo.

Inoltre l’acqua agisce temporaneamente da barriera, rendendo meno probabile il raggiungimento della zona trattata a riserva.

I tessuti più pesanti avranno bisogno di un periodo di ammollo più lungo.

Tecnica Shibori per avvolgimento

Un semplice metodo che prevede l’utilizzo di sassi intorno ai quali viene avvolto il tessuto, poi legato stretto con uno spago o degli elastici. Pur essendo semplice questa tecnica crea dei motivi molto interessanti.

Sassolini per mettere in pratica una tecnica Shibori di tintura tessile

Come:

  1. Si avvolge il tessuto intorno a un sasso, legandolo stretto, e lo si immerge in acqua per almeno un’ora, preferibilmente per tutta la notte.
  2. Si toglie il tessuto dall’acqua e lo si immerge nel bagno di tintura scelto.
  3. Una volta ottenuta la sfumatura di colore desiderata, si toglie il tessuto dal bagno di tintura.
  4. Si sciacqua il tessuto mentre è ancora legato.
  5. Aprendo il tessuto si scopre finalmente il motivo creato.
  6. Si lava il tessuto con sapone a ph neutro, lo si sciacqua a fondo e lo si stende ad asciugare.

Tecnica Mokume – imbastitura a punto filza

È una tecnica shibori con riserva a cucito, nota per il suo motivo strutturale effetto legno.

La riserva prevede l’imbastitura con ago e filo di linee parallele a punto filza. I fili vengono quindi tirati, creando un’arricciatura del tessuto, e conseguentemente delle zone compresse in cui il colorante non può penetrare.

Esistono diversi tipi di tecniche di riserva a cucito e questa è una delle più semplici.

Il mokume si presta bene ai tessuti leggeri e dalla trama fitta (voile, seta habotai), richiede precisione e la realizzazione di un disegno.

Con un righello e un gesso da sarta si vanno a tracciare le linee dell’imbastitura, meglio se realizzata con un filo di colore contrastante.

Sperimentando con piccoli campioni di stoffa si può comprendere meglio la tensione necessaria a tirare i fili.

Il mokume inoltre apre la porta a un’intera gamma di punti differenti, offrendo ogni volta risultati diversi.

Ago e filo per realizzare una particolare tecnica Shibori a riserva

Come:

  1. Si stira il campione di prova o la stoffa scelta.
  2. Con un gesso da sarta e un righello si tracciano delle linee orizzontali a intervalli di 2 cm.
  3. Utilizzando un filo doppio, lo si fissa con un nodo resistente. Si realizza l’imbastitura lungo la prima linea a punto filza. Raggiunta la fine si taglia il filo a 15 cm e se ne annodano le estremità.
  4. Si ripete il procedimento per ciascuna linea tracciata.
  5. Si prendono le estremità dei fili di ciascuna linea e si tirano con delicatezza, creando l’arricciatura. Si fissano i fili tirati con un nodo stretto.
  6. Si lascia in ammollo il tessuto per tutta la notte. Una volta tolto dall’acqua, si tampona l’eccesso di acqua con un asciugamano.
  7. Si mette il tessuto nel bagno di tintura scelto.
  8. Si risciacqua con acqua corrente, si tagliano i nodi e si tolgono tutti i punti. Si risciacqua finchè l’acqua non è trasparente.

Tecnica della spiegazzatura

La tecnica più semplice è molto spesso quella di maggior effetto.

Il tessuto viene raccolto o spiegazzato casualmente, quindi legato con spago o elastici prima di passare alla tintura. Il motivo risultante è casuale ed astratto, con righe direzionali simili a rami sull’intero tessuto.

Il fattore più importante è la tensione della legatura: troppa tensione (o troppo poca) creano infatti pochissimi motivi ed effetti.

Se non si è soddisfatti del risultati, si può sempre ritentare spiegazzando di nuovo.

Lo spago, utile in diverse tecniche Shibori di tintura tessile

Come:

  1. Si raccoglie il taglio di tessuto ammonticchiandone varie parti casualmente.
  2. Si fissano le varie spiegazzature con elastici o spago.
  3. Si mette in ammollo con acqua, preferibilmente per una notte. Una volta terminato, si tampona l’eccesso di acqua con un asciugamano.
  4. Si controlla che gli elastici o lo spago siano abbastanza stretti da resistere al bagno di tintura (il tessuto bagnato si restringe).
  5. Si immerge nel bagno di tintura.
  6. Terminato il processo di tintura, si risciacqua con acqua corrente e si toglie la legatura. Si risciacqua nuovamente fino a quando l’acqua non ritorna trasparente.

Coltivare il colore: realizzare tinture tessili naturalmente

Una dalia, fonte naturale di colore per le tinture tessili

Le tinture tessili naturali (quando realizzate con piante provenienti da coltivazioni biologiche, raccolte e conservate correttamente) sono un’alternativa ecologica ai colori sintetici perché derivano da risorse rinnovabili e biodegradabili.

Gli ingredienti e la tavolozza dei colori

  • Camomilla dei tintori (Anthemis tinctoria) Con i fiori si possono ottenere tonalità  di giallo, oro brillante, grigio-verde e verde scuro; da foglie e steli: tonalità da verde chiaro a verde brillante e grigio-verde.
  • Consolida maggiore (Symphytum officinale) Con le foglie si ottengono verde chiaro e scuro.
  • Erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) Dai fiori possono risultare toni marroni chiari e gialli; rosa e verde.
  • Sambuco (Sambucus nigra) Dalle bacche: sfumature di viola, blu scuro e grigio.

  • Menta (genere Mentha) Con le foglie si possono ottenere colori dal verde acido al blu tendente al verde.
Foglie di menta per una ricetta tintoria naturale
  • Rosmarino (Rosmarinus officinalis) Si possono ricavare tonalità dal verde al marrone.
  • Mora (Rubus fruticosus) Da frutti, foglie e steli si ricavano toni dal rosa chiaro al blu-grigio scuro.
  • Curcuma (Curcuma longa) Anche senza utilizzo di mordente si ottiene un giallo brillante, che con il calore diventa più scuro e tendente all’arancio.
La curcuma, semplice ingrediente per tinture tessili naturali
  • Cipolla rossa (genere Allium) Dalle bucce si ottengono gialli, verdi e rosa-arancio brillanti.
  • Cavolo rosso (Brassica oleracea) Cede sfumature di colori che vanno dal lavanda all’azzurro intenso; con il sale si ottengono sfumature blu, con limone il colore tende al rosa.
  • Avocado Dalle bucce  si ottiene una tonalità rosa carne senza fare uso di mordente.
  • Carota (Daucus carota) Dalle estremità si ricava una sfumatura di giallo.
  • Da bustine e avanzi si realizzano sfumature di marrone.
  • Caffè (Coffea arabica) Utilizzando i fondi oppure i chicchi tostati sono realizzabili diverse sfumature di marrone.
  • Uva (genere Vitis) Con le bucce degli acini si creano toni blu-viola.
Acini d'uva per realizzare una tintura tessile
  • Olivo (Olea europea) Dalle foglie oppure da frutti e noccioli: sfumature dal salmone chiaro al verde petrolio (a seconda del mordente utilizzato).
  • Finocchio (Foeniculum vulgare) Utilizzando fiori, foglie e steli: da giallo brillante a verde scuro.

  • Noce (Juglans nigra) Con il mallo si crea un marrone carico; senza mordente si ottiene un marrone chiaro.
  • Acero giapponese (Acer palmatum) Dalle foglie rosso scuro si ottiene un rosa chiaro senza l’uso di mordente.
  • Bambù (genere Bambusa) Con foglie o rami, potati o caduti: gialli dorati e sfumature di crema.
  • Pioppo (Populus)Dalle foglie si ottengono grigi e neri.
  • Larice (Larix pinaceae) Utilizzandone gli aghi si ricavano toni marroni.
  • Abete rosso (Picea abies) Dalle pigne si ricavano tonalità di rosso.
  • Quercia (ghiande): senza uso di mordente: beige chiaro.
  • Melo selvatico (corteccia): toni dal rosa all’arancio.

  • Tarassaco (Taraxacum officinale) Utilizzando sia fiori che foglie si ottengono sfumature di giallo e verde.
Il tarassaco, un ingrediente per le tinture naturali tessili
  • Calendula (Calendula officinalis) Si ottengono tonalità di giallo.
  • Acetosella gialla (Oxalis pes-caprœ) Da fiori e foglie: colori da giallo brillante a oro, verde scuro.
  • Dalia (genere Dahlia): tonalità di giallo.
  • Lavanda (Lavanda angustifolia): grigio rosato anticato; con foglie e steli: sfumature di giallo.
  • Gelsomino (Jasminum officinale): gialli chiari e verdi pallidi.
  • Rosa canina (genere Rosa): beige rosato.
  • Amaranto (Amaranthus retroflexus): rosa.
  • Fiordaliso (Centaurea cyanus) Tonalità di blu-viola.

Fiordalisi e tinture tessili naturali

Estrarre i colori della natura

Nel procedimento si dispone il materiale vegetale in un contenitore di acciaio inox, con acqua sufficiente a coprire la fibra da tingere. Si utilizzano all’incirca 4 litri di acqua ogni 100 grammi di fibra asciutta.

Si può optare per la raccolta di acqua piovana (contiene pochi minerali e favorisce la resa di colori brillanti e luminosi), mettendo un bidone sotto la grondaia e trasferendola poi in una tanica.

L'acqua piovana, ottima per le tinture tessili naturali

Volendo, si può anche utilizzare l’acqua marina. L’alcalinità dell’acqua salata risulta infatti essere un agente modificatore o un additivo per tutte quelle ricette di tinture che richiedono alcalinità.

Che cosa tingere

Una volta estratta la tintura, è possibile colorare pressoché tutto ciò che risulti essere di fibra naturale.

Le tintura è adatta a molti tipi di fibre naturali, sia vegetali che animali, in particolare seta, lino, cotone e lana.

Fibre vegetali

  • Canapa
  • Lino
  • Cotone biologico
  • Bambù biologico

Fibre animali

  • Alpaca
  • Angora
  • Cashmere
  • Seta (cruelty free)
  • Lana di pecora

È anche possibile sperimentare sui filati da lavorare ai ferri, oppure su carta, paralumi e tappeti, e altri oggetti come perline di legno, conchiglie e cuoio, oppure su scarpe e abiti, (vecchi o nuovi). Si può anche tentare di rinnovare o restaurare il colore di vecchi capi sintetici.

Tenere un diario, un libro di ricette e un campionario

Il successo di una tintura naturale dipende da diversi fattori variabili, fra cui:

  • lunghezza del procedimento
  • quantità di calore impiegato
  • freschezza del materiale vegetale
  •  parti della pianta utilizzate
  • metodo di tintura
  • tipo di acqua e mordente utilizzati
Un ricettario per le tinture tessili naturali

Se il risultato è soddisfacente, basta annotare tutto il procedimento anche nel libro delle ricette, inserendo un campione del risultato, in modo da poter riprodurre la stessa tonalità di colore.

Per creare il campionario si può tenere un pezzetto di fibra o di tessuto e appuntarlo su di un cartoncino. Sul retro si potranno riportare la ricetta, la data dell’esperimento e le note sul metodo utilizzato.

I campioni permettono anche di verificare la tenuta del colore, una volta lavato o esposto alla luce.

I materiali

Gli utensili utilizzabili sono spesso attrezzi da cucina, ma una volta destinati alle tinture di colore non vanno più utilizzati per preparare cibi e pietanze.

Le pentole devono essere sufficientemente grandi: il tessuto immerso deve poter essere “mescolato” facilmente e senza pericolo che trabocchi la tintura.

I coperchi aiutano a far bollire velocemente ed evitano che odori e fumi si disperdano.

L’acciaio inox è il materiale d’elezione perché non nuoce al colore della tintura, né lo modifica.

Il metodo di tintura a freddo

Con le fibre animali è importante la fase di preparazione: almeno un’ora ( o anche tutta una notte) dovrebbero restare immerse in acqua. Quindi si procede con il bagno di tintura.

Il bagno di tintura può durare da una notte a diversi giorni, a seconda della gradazione di colore desiderata.

Le fibre vegetali si tingono ottimamente a temperatura ambiente, ma vanno immerse e mantenute nel bagno di tintura per parecchi giorni.

La lavanda è uno degli ingredienti utilizzabili per realizzare una tintura tessile naturale

Approfondimenti

Permacouture Institute

Slow Fashion

Pattern design con la tecnica Serti

Set di pennelli per dipingere

La tecnica Serti è una particolare tecnica di tintura a riserva, impiegata per dipingere su tessuto. È adatta a qualsiasi genere di soggetto, ma è fondamentale realizzare disegni a forme chiuse.

In corrispondenza dei contorni si applica la gutta, un impermeabilizzante che impedisce al colore di espandersi.

L’ideale è quindi un disegno dalle forme ben definite e con una struttura grafica evidente, costituita da forme chiuse, evitando superfici troppo importanti per i fondi, o dettagli troppo piccoli e minuziosi, più adatti alla pittura diretta.

I materiali e le attrezzature

  •  piano di lavoro (un tavolo)
  • telaio in legno e puntine da disegno
  • taglio di tessuto (la seta habotai è molto utilizzata)
  • pennelli e tamponi
  • guttaperca e colori specifici per tessuti (reperibili nei negozi per le belle arti), a base d’acqua
  • applicatore e tiralinee

Il piano di lavoro

Occorrerà un buon tavolo su cui disporre il telaio. Il telaio è fondamentale, perchè il tessuto dovrà stare sempre distaccato dalla superficie del tavolo stesso.

Nel caso in cui le dimensioni lo richiedessero, il telaio andrà appoggiato a dei cavalletti.

Si può scegliere di lavorare seduti oppure stando in piedi, ma nel secondo caso si avrà una visione d’insieme più completa.

Con un telo di plastica o con vecchi giornali si protegge invece la zona di lavoro.

Il telaio

Per tendere bene il tessuto, che non deve entrare in contatto diretto con il piano di lavoro, è necessario l’uso di un telaio.

Più la superficie del tessuto è tesa in modo regolare, più si sarà facilitati nel lavoro.

In commercio se ne trovano di diversi tipi, ma nella scelta la qualità del legno è un fattore importante, perché per tendere il tessuto si utilizzeranno delle puntine da disegno.

In ogni caso, per allestirne uno bastano quattro listelli di legno stagionato (sezione 3-4 cm, lunghezza da 60 cm a 1 m circa), da lavorare con un seghetto per realizzare alcune tacche ad intervalli regolari, che ne permettano il montaggio ad incastro, secondo le dimensioni del tessuto da dipingere.

Il telaio in legno per dipingere su tessuto

Nell’esempio della foto, le tacche misurano 1,5 cm sia in lunghezza che profondità, e distano l’una dall’altra circa 8,5 cm.

Fissare il tessuto

Applicando delle puntine da disegno, è possibile fissare il tessuto al telaio.

Esistono diversi tipi di puntine: quelle da architetto (a tre punte) hanno il vantaggio di penetrare completamente nel legno.

È importante cominciare sempre partendo da un angolo, fissando la stoffa al telaio ogni cinque centimetri circa, e procedendo su di un lato perpendicolare al precedente.

Dopo un po’ di pratica, una buona tensione del tessuto ne richiederà senz’altro meno: un quadrato di seta di 45 centimetri di lato avrà 4 puntine ai 4 angoli, e 2 su ciascuno dei lati.

Pennelli e tamponi

I pennelli più adatti alla tecnica serti, sono quelli usati per l’acquerello: rotondi, morbidi e con la punta sottile.

Materiali per acquerello

Per la campitura dei fondi (le superfici più grandi) è meglio utilizzare un pennello piatto, cosiddetto “a lingua di gatto”, oppure servirsi di alcuni tamponi.

I tamponi si preparano appallottolando strettamente una striscia di cotone idrofilo, avvolgendola poi in una garza. e fermando il tutto con una molletta per i panni.

Per superfici più limitate possono andare anche dei semplici cotton-fioc.

Tamponi e cotton-fioc, ciascuno per ogni colore, vanno gettati dopo l’uso. I pennelli invece andranno lavati immediatamente dopo averli adoperati in un bagno di acqua tiepida e sapone neutro, oppure di alcool puro.

L’operazione di lavaggio va eseguita anche quando si cambia colore, con l’accortezza di asciugare accuratamente l’acqua o l’alcool residui, per evitare macchie o aloni.

I colori

I colori per dipingere su tessuto (seta, cotone e tessuti sintetici) con  la tecnica serti, sono facilmente reperibili nei negozi di belle arti, già pronti per l’uso e diluibili in acqua.

La gamma dei colori disponibili solitamente è ampia e curata nell’assortimento.

Oltre ai colori adatti per tutti i tessuti, ne esistono altri tipi in forma concentrata: sono i cosiddetti inchiostri professionali per seta e lana, diluibili in soluzioni di acqua o di acqua e alcool industriale al 50%.

La gutta

La gutta è una resina. Si presenta sotto forma di liquido denso e semitrasparente (ma in negozio se ne trovano anche varianti colorate).

Due tipi di gutta (trasparente e colorata), applicatore e tiralinee

Una volta applicata e asciutta, si trasforma in una sostanza gommosa che aderisce al tessuto, rendendo impermeabile la parte trattata.

La gutta incolore si lava via dopo il fissaggio.

Il procedimento

I motivi si realizzano tracciando anzitutto i contorni con la gutta, che una volta asciutta, impedisce al colore liquido di espandersi oltre le zone stabilite.

La prima operazione da compiere è quindi quella di tracciare il disegno del soggetto sul tessuto teso sul telaio.

Vi sono diverse possibilità:

  • per ricalco, a matita se il tessuto è sufficientemente leggero, di un modello preparato in precedenza. Nel caso di un tessuto pesante, la carta carbone può essere una soluzione, avendo cura di tracciare i segni con mano leggera, poichè l’inchiostro scuro si cancella con difficoltà.
  • a mano libera, a matita (anche se è consigliabile tenere accanto degli schizzi preparatori) oppure per i più esperti direttamente con la gutta, senza alcun tracciato guida e seguendo l’ispirazione del momento.

L’importante comunque, è circoscrivere in forme chiuse tutte le zone da colorare.

Per la fase successiva, l’applicazione della gutta, ci si può servire di un pennello oppure dell’apposito applicatore: un contenitore in plastica morbida, fornito di un tappo allungato all’estremità, da forare il più finemente possibile con un ago.

Per ottenere un filo di gutta particolarmente sottile è anche possibile applicare il tiralinee (un puntale avvitabile).

il residuo va eliminato subito, effettuando la pulizia del contenitore.

La penultima fase è quella della colorazione: se la gutta è asciutta, si passa a dipingere l’interno ed eventualmente l’esterno del filo di resina.

Il colore va dato partendo dal centro della superficie, lasciando che si spinga fino al tratto di contorno.

Infine la fase finale del fissaggio:  si esegue seguendo le indicazioni fornite sulle confezioni dei colori, solitamente utilizzando un ferro da stiro sul rovescio del tessuto.

 

Tutti i motivi di un pattern. Dalla progettazione alla stampa tessile

Frattali e pattern design, un esempio

Una volta stampati, tessuti semplici possono trasformarsi in superfici magicamente decorate e colorate.

Un pattern può richiamare alla mente epoche e stili, suggestioni dell’inconscio e correnti artistiche, contribuendo non poco alla riuscita di un capo o di un accessorio.

Il disegno di tessuti stampati ha prodotto nel tempo numerosi stili e immagini da quando i primi motivi ripetuti furono applicati per la prima volta su stoffa, e rappresenta oggi un settore creativo di rilievo in continua evoluzione.

Modulo, motivo, pattern: un’introduzione

Il pattern naturale sulle ali di una farfalla

Anzitutto possiamo dire che i pattern si trovano ovunque intorno a noi. Questo termine inglese si riferisce, a seconda del contesto, ad un disegno, modello, schema, o struttura ricorrente.

Usato come sinonimo di texture, il termine pattern indica una trama o una regolarità all’interno di un insieme di oggetti osservati. Basta pensare alle macchie sulle ali di una farfalla, ad un bosco di betulle, ai frattali.

In architettura e nel design, il termine pattern indica la ripetizione geometrica di un motivo grafico su un piano e il disegno ornamentale di una superficie, quale può essere un tessuto, una tappezzeria o una pavimentazione.

La composizione di un pattern è data dal moltiplicare e affiancare tra loro, secondo una griglia più o meno visibile, i cosiddetti moduli, le unità che compongono i motivi all’interno dell’intera composizione.

Semplici o complessi, simmetrici o asimmetrici, tutte le immagini o i motivi identici o simili che vengono ripetuti possono diventare dei pattern. Più la ripetizione è simmetrica, più è facile riconoscere il modulo di base.

In passato, la scelta delle dimensioni del modulo per un motivo era abbastanza limitata: piccole per l’abbigliamento e più grandi nell’arredamento. Oggi questa convenzione non viene più necessariamente seguita.

Nei tessuti per l’arredamento e la moda, il pattern ha  attraversato numerose evoluzioni, liberandosi, attraverso la tecnologia digitale, delle principali costrizioni, riguardanti il rapporto dimensionale e la ripetizione.

Nelle stampe digitali su stoffa infatti, non esistono più i limiti imposti dalle dimensioni del telaio serigrafico, consentendo la stampa del pattern senza ripetizioni, oppure con moduli di grandi dimensioni.

Breve storia delle principali tecniche di stampa tessile

Il metodo più antico per realizzare stampe su tessuto è forse la xilografia, una tecnica risalente a prima del 1000 a.C.

Questa prevede l’utilizzo di uno scalpello a punta fine per intagliare un motivo o un’immagine su un blocco di legno, che viene successivamente inchiostrato e premuto su un taglio di stoffa.

In questo modo si genera la prima impressione; ripetendo la procedura si crea il motivo su tutta l’estensione del tessuto.

A metà del XVII secolo la stampa a cilindri meccanizzata segna la nascita della produzione in massa di tessuti stampati;

I tessuti xilografati rappresentano così, dal volgere del XIX secolo, un mercato di nicchia, a causa del gran dispendio di manodopera che questo tipo di produzione implica.

Una svolta radicale nella stampa tessile avviene con l’invenzione negli anni ’30 della serigrafia in piano, meccanizzata negli anni ’50, per approdare nel 1962 alla serigrafia rotativa, oggetto fino ad oggi di continui perfezionamenti.

Il principio originario alla base della serigrafia è quello dello stencil: su una garza di seta dalla trama molto fitta, tesa attorno a una cornice veniva applicata una lacca, che fungeva da copertura per creare lo stencil.

Dove le aree non erano laccate si formavano così i motivi da stampare. Il telaio veniva collocato sulla stoffa e con uno strumento apposito, la racla, si premeva a mano una pasta colorante attraverso la maglia.

La stoffa veniva lasciata asciugare tra una stampa e l’altra dei vari colori.

La serigrafia rotativa si basa sugli stessi principi del procedimento in piano. Un cilindro in nichel con microperforazioni crea lo stencil ruotando continuamente a contatto con la stoffa.

La pasta colorante viene premuta attraverso lo stencil con l’ausilio di una racla fissa all’interno del cilindro. Si possono usare fino a ventiquattro cilindri per stampare un disegno a più colori.

CMYK: la sigla sta per Cyan, Magenta, Yellow, black

Con la più recente stampa digitale a getto d’inchiostro invece, piccole gocce di inchiostri di diversi colori vengono proiettate sulla stoffa, secondo micro-matrici prestabilite.

Ogni matrice rappresenta un elemento minimo (pixel) del disegno creato (o importato) al computer.

La stampante è controllata da un software noto come driver di stampa. Questo raccoglie i dati del file di grafica contenente il disegno, e li converte in dati in uscita, che vengono elaborati.

L’informazione viene quindi inviata al microprocessore o memoria della stampante per un’ulteriore elaborazione. L’istruzione finale controlla i congegni elettromeccanici e i sistemi di getto delle testine delle stampanti.

Principali categorie di fabric design


Motivi floreali

Pattern Paper flowers - pale pink

Il portfolio dei disegni, a volte definiti “botanici”, è molto esteso e copre l’ampio settore dei fiori e delle piante, dalle classiche rose inglesi alle orchidee tropicali e ai fiori alpini, da palme e piante grasse fino a un tripudio di foglie e frutti di ogni tipo.

Gli stili utilizzati possono essere i più svariati e rispecchiare le più diverse culture visive o le più diverse concezioni estetiche.


Paisley

Un classico dei tessuti stampati. Costantemente reinventato, ha portato a centinaia di interpretazioni differenti.

Il paisley è originario dell’India, dove è molto diffuso storicamente e culturalmente. Esistono varie teorie riguardo a ciò che possa avere ispirato la sua nascita.

Una teoria sostiene si tratti dell’adattamento di una pigna indiana, una seconda invece, che sia ispirato all’albero della vita o al mango.


Disegni illustrativi / figurativi

La toile de Jouy mescola paesaggi e scene figurative, spesso con un fondo narrativo, e ha iniziato ad avere successo dalla metà del XVIII secolo.

Tradizionalmente la toile de Jouy veniva stampata a un solo colore – quasi sempre blu o rosso – su cotone bianco.


Pattern geometrici / astratti

Un esempio di pattern geometrico

Dopo i motivi floreali, circolari e a pois, quello di ispirazione geometrica è il più diffuso pattern stampato su stoffa, largamente usato sia nella moda che nell’interior design.


Pattern novelty

Un esempio di pattern novelty

I pattern novelty accolgono un ampio ventaglio di temi, che di solito includono una creatura o un oggetto e possono rappresentare una scena, un paesaggio o un panorama urbano.

Il motivo può essere sottratto al suo contesto d’origine e riposizionato in un layout formale come una griglia o una serie di strisce, e può includere dipinti di genere, fotografie e modelli architettonici.

I pattern novelty includono anche temi stravaganti, commemorativi e architettonici.


Culture del mondo

Questa espressione descrive ciò che tradizionalmente viene definito design etnico. Essa include i disegni tessili e le arti visive provenienti da altre culture, e la loro rispettiva interpretazione occidentale.

Conclusioni (molto provvisorie)

Tutte le categorie nominate finora vengono continuamente riviste e ampliate dal lavoro creativo dei designer e  quasi certamente porteranno alla nascita e al consolidamento di ulteriori nuovi generi.